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I territori del Friuli Venezia Giulia dall'Ottocento ad oggi

Il Friuli Venezia Giulia è un’entità amministrativa nata nominalmente nel secondo dopoguerra e divenuta una Regione autonoma soltanto nel 1963, mettendo insieme fin dall’inizio due realtà distinte: il Friuli e la Venezia Giulia. 

Il Friuli è stato lungo l’intera Età moderna compreso nei domini di Terra della Repubblica di Venezia, con Udine quale centro principale della provincia e sede delle magistrature, con altri distretti amministrati invece direttamente dalla Dominante. Nello stesso tempo, la sovranità arciducale si è esercitata sulla parte orientale (Destra Isonzo) e meridionale (Bassa friulana) oltre a singole giurisdizioni isolate (enclaves). Dopo la Restaurazione, il Friuli è provincia del Regno Lombardo Veneto sino al 1866, allorché viene annesso al Regno d’Italia.

La Venezia Giulia è stata governata dalla monarchia asburgica sino alla prima guerra mondiale. Trieste città imperiale e Gorizia capoluogo di contea, sebbene inserite nel Regno di Illiria dopo la Restaurazione e a metà Ottocento comprese in uno dei quindici Länder dell’Impero asburgico, presentano proprie specifiche linee di sviluppo socioeconomico e politico. Il Litorale austriaco (Österreichisches Küstenland) si compone infatti di tre entità amministrative e territoriali dotate di specifiche autonomie: la Città immediata di Trieste, la Principesca contea di Gorizia e Gradisca e il Magraviato d’Istria. 

In questa fase, la presenza di un confine internazionale costituisce la condizione favorevole allo sviluppo delle due parti, accompagnando la crescita differenziata delle rispettive società.

Anche durante il Novecento singoli comparti territoriali dell’attuale area regionale sono interessati da significativi mutamenti nelle loro estensioni e relazioni amministrative, economiche e politiche. I loro percorsi di crescita e di interdipendenza sono interrotti dalla prima guerra mondiale, che ha inoltre conseguenze devastanti per l’intera economia e in particolar modo per quella friulana. Il ritorno della pace, l’annessione al Regno d’Italia di Trieste e l’avvio della ricostruzione creano le condizioni per la scoperta delle differenze tra il Friuli e la Venezia Giulia.

Nel 1923 la provincia di Udine assume la denominazione di Provincia del Friuli ed assorbe il Goriziano, la cui area viene organizzata nei circondari di Tolmino – col territorio dei distretti giudiziari di Tolmino, Caporetto, Circhina, Plezzo ed Idria nella valle dell’Isonzo–, di Gorizia – col territorio dei distretti giudiziari di Gorizia, Aidussina, Canale, Vipacco e Comeno –, di Gradisca – col territorio dei distretti giudiziari di Gradisca, Cormons, Cervignano. Il Monfalconese, circoscrizione parzialmente autonoma da Udine in periodo veneto e dalla Restaurazione inserita nel distretto goriziano, entra invece a far parte della Provincia di Trieste: il grande polo industriale e portuale regionale viene così dotato di un’area industriale che concorre a favorirne lo sviluppo. Nel 1927 l’ambito provinciale di Gorizia viene ripristinato, ma con una riduzione della sua estensione. Rimangono infatti aggregati alla Provincia di Trieste i mandamenti di Monfalcone, Grado, Postumia, Sezana e Senosecchia, mentre i mandamenti di Cervignano, Chiopris e Tarvisio vengono uniti a quella di Udine.

Alla fine della seconda guerra mondiale il trattato internazionale del 1947 risolve l’esito del conflitto con una vistosa diminuzione dell’ambito amministrativo del Goriziano, i cui spazi abitati da popolazione di lingua slovena passano quasi interamente sotto la sovranità jugoslava. Lo stesso accade per la provincia istriana, in precedenza aggregata statisticamente alla Venezia Giulia. L’area che circonda Trieste diventa territorio autonomo, gestito direttamente dalle forze alleate vincitrici nel conflitto: nella parte ovest gli anglo americani, in quella orientale gli jugoslavi. Mentre questi ultimi di fatto annettono subito alla nuova Repubblica socialista gli spazi a loro attribuiti, il Territorio Libero di Trieste sopravvive autonomo fino al 1954, anno in cui lo Stato italiano ne riacquisisce la sovranità. Tale passaggio viene tuttavia formalmente ratificato soltanto con il Trattato di Osimo del 1975.

Nel secondo dopoguerra la presenza del confine con la Jugoslavia condiziona anche l’evoluzione del territorio friulano: la costituzione nel 1968 della provincia di Pordenone, che costituisce una delle rare modifiche amministrative avvenute nell’Italia della seconda metà del Novecento, rappresenta il riconoscimento dello sviluppo particolare della sua parte occidentale.

Le quattro circoscrizioni provinciali di Trieste e Gorizia, Udine e Pordenone nelle quali dal 1968 al 2016 è stato suddiviso il territorio regionale – territorio non riconducibile ad una singola entità – corrispondono ad aree caratterizzate da una sostanziale omogeneità economica e culturale. Per questo motivo vengono riproposte nella grafica della sezione “Ricerca per Territori”.

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