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Archivio Amideria Chiozza


Storia dell’ente
Nel 1865 il triestino Luigi Chiozza fondò uno stabilimento lungo la roggia La Fredda, a Perteole di Ruda. Chimico e imprenditore, inaugurò il ciclo chimico-industriale dell’estrazione dell’amido dai cereali secondo il processo che aveva ideato. Dopo la morte della moglie, si trasferì nei pressi della località dove si trovavano la villa e la tenuta della famiglia, proseguendo gli studi e le ricerche volte all’applicazione della chimica ai processi industriali. L’attività si sviluppò progressivamente a partire dal 1872 anche a seguito del perfezionamento di un metodo per l’estrazione dell’amido dal riso, cereale che permetteva di ottenere maggiore resa e qualità superiore del prodotto finito, nonché di utilizzare il prodotto delle risaie presenti da decenni nelle aree circonvicine. La validità del procedimento – presentato al Centennial Exhibition of Arts, Manufactures and Products of the Soil and Mine di Filadelfia nel 1876, brevettato sotto la denominazione Cozza-Clark e utilizzato anche dall’industria statunitense – permise all’azienda di mantenere sostanzialmente immutati per oltre un secolo il processo produttivo e l’attività.
Impiegando venti operai, nel 1880 lo stabilimento produsse circa 2510 quintali di amido, che otto anni più tardi salirono a 7820 grazie al lavoro di 52 occupati.
Nel 1889 la morte di Luigi Chiozza non portò sconvolgimenti nella gestione dell’azienda, la cui direzione venne assunta dal figlio Giuseppe.
Nel 1902 l’Amideria venne acquisita dalla “Prima pilatura anonima di riso”, società per azioni con sede a Trieste. A questo periodo risale la grande ristrutturazione della fabbrica, con l’introduzione della macchina a vapore e di altri moderni macchinari per aumentare la produzione di amido. Il potenziamento delle attività contava sui molti usi cui poteva essere destinato il prodotto, dalle lavorazioni dell’industria alimentare a quelle delle industrie tessili e chimiche, dal settore farmaceutico a quello fotografico, dalla manifattura della carta a quella delle pelli.
Durante la prima guerra mondiale l’amideria non subì danni. Le attività produttive tuttavia si bloccarono, perché l’area dello stabilimento ospitò sin dagli inizi del conflitto l’ospedale da campo n. 14 da 100 posti letto.
Nel 1927 l’opificio di Perteole, assieme alle case per operai e alla villa del direttore, passò alla “Società anonima industriale ed immobiliare triestina” presieduta da Guido Segre. Fu a partire da questo passaggio societario che Dario Doria, direttore amministrativo della “Società anonima industriale ed immobiliare triestina” e collaboratore fiduciario di Guido Segre, iniziò a rivestire un ruolo centrale nella vita dell’Amideria. Dal 1930 assunse la direzione dello stabilimento di Perteole, che acquisì la ragione sociale “Amideria L. Chiozza & Co.” mantendo la sede legale a Trieste. Dapprima amministratore delegato, allorché nel 1938 Guido Segre dovette lasciare ogni incarico e proprietà in seguito alla promulgazione delle leggi razziali, Dario Doria divenne presidente del consiglio di amministrazione della società e proprietario.
Sotto la sua direzione i prodotti trovarono nuovo spazio nei mercati – in Italia e soprattutto, ma non solo, nell’Europa centrale –, tanto che l’azienda si affermò come una delle maggiori realtà italiane del settore e utilizzò il proprio marchio anche a Fiume, a Timisoara in Romania e a Tczew in Polonia.
La produzione amidiera dello stabilimento non si interruppe nel corso del secondo conflitto mondiale, ma venne anzi sostenuta dal Cogefag (Commissariato generale per le fabbricazioni di guerra) dopo essere stata dichiarata «d’interesse nazionale in periodo bellico». Le attività furono invece sospese alla fine della guerra allorché la fabbrica diventò temporaneamente una caserma per le truppe britanniche e neozelandesi.
Nel dopoguerra le produzioni seguirono le richieste dei mercati e nell’amideria vennero prodotti amidi industriali e amidi alimentari, destrine e glutine, sottoprodotti della lavorazione dei cereali destinati ai mangimi animali. La crisi dell’azienda fu anche conseguente all’introduzione sul mercato di amidi sintetici e tessuti artificiali.
Dopo quasi cinquant’anni, nel 1976 Dario Doria cedette l’amideria, la cui ultima ragione sociale fu “Amideria L. Chiozza & C. S.p.A.”. Un decennio più tardi le attività dello stabilimento cessarono: nel 1986 vi erano impiegate 24 persone, delle quali 3 nell’amministrazione e 15 nella produzione.

 

Album Fotografico


Soggetto produttore

Denominazione
Amideria Chiozza
Altre denominazioni
Amideria a vapore L. Chiozza & C. Amideria Luigi Chiozza & C.
Data di esistenza
1865 - 1986

Complesso archivistico

Estremi cronologici
1927 – 1976
Consistenza
10 bb., 427 regg., 146 scatole. Sono inoltre presenti materiali non quantificati inerenti l’area pubblicitaria e 9 metri lineari circa di stampati.
Descrizione dell’archivio
L’archivio rientra nella tipologia degli archivi d’impresa. L’aggregato documentale conservatosi corrisponde alla sola fase di gestione aziendale di Dario Doria, inquadrata cronologicamente entro una forbice temporale che va dal 1927 al 1976. Ad oggi, infatti, non è stata rinvenuta alcuna traccia documentale antecedente al 1920. Le serie individuate e ricostituite, per un totale di 1004 unità archivistiche, sono: I. Documenti costitutivi, II. Registri delle spedizioni e delle spese postali, III. Documentazione del Magazzino e del Servizio Portineria, IV. Bilanci, V. Conti bilancio, VI. Libri bilanci di verifica del mastro, VII. Schede per i bilanci di verifica, VIII. Depositi cauzionali, IX. Libri depositi merci, X. Libri paga, XI. Statistica, XII. Rapporti di cassa, XIII. Giornali generali, XIV. Giornali vendite, XV. Giornali acquisti, XVI. Libri assegni, XVII. Registri obbligatori per le esportazioni e le importazioni, XVIII. Disposizioni, XIX. Bollettini di consegna, XX. Copia lettere, XXI. Copia fatture, XXII. Provvigioni, XXIII. Carteggio amministrativo, XXIV. Carteggio personale, XXV. Materiale per il marketing e stampati. Dal vaglio della documentazione si ritiene che ordinariamente presso lo stabilimento friulano venisse conservato il carteggio funzionale all’espletamento delle pratiche strettamente concernenti la conduzione della fabbrica d’amido, e che invece il carteggio commerciale specializzato venisse prodotto ed archiviato, seguendo le loro diverse allocazioni, presso gli uffici triestini. Quando nel 1944 questi ultimi furono danneggiati dai bombardamenti, una parte della documentazione aziendale venne trasferita a Perteole. Soltanto tra il 1969 e il 1971 si realizzò il ricongiungimento dell’archivio e all’interno dello stabilimento furono allestiti degli spazi dedicati per ospitarlo. Non può essere esclusa la possibilità di una perdita parziale di alcuni segmenti di archivio, dovuta dapprima alla tenuta della documentazione in più sedi e infine allo stato di temporaneo abbandono che seguì la chiusura dell’azienda.
Ordinamento e strumenti di ricerca
Archivio in corso di riordinamento. È presente un elenco attendibile, con alcune parziali lacune.

Soggetto conservatore

Luogo di conservazione

• indirizzo: Spazio Amideria – Saciletto di Ruda ( Udine )
• e-mail: info@amideriachiozza.it
• indirizzo web: https://www.amideriachiozza.it

Responsabile giuridico dell’archivio
Comune di Ruda