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Archivio Aquila S.p.A.


Storia dell'ente
La Società Anonima Tecnico Industriale Aquila viene fondata a Trieste il 29 agosto 1934 da Franz Kind, cittadino austriaco di origine ebraica. Ma sono soprattutto investimenti tedeschi e italiani, tra i quali non è senza importanza quello della Fiat, a rendere possibile la nascita della raffineria.
Il complesso, che sorge nel comprensorio Zaule - Monte d'Oro - Valle delle Noghere su un'area di 400.000 metri quadrati, viene ultimato nel 1936 e inizia l’attività nel 1937. Oltre alle produzioni convenzionali, come gasolio e oli combustibili, nella nuova raffineria vengono lavorati lubrificanti raffinati, acquaragia minerale, benzine solventi, paraffine.
Il petrolio, che affluisce alla raffineria tramite un pontile d'attracco, una darsena e cisterne ferroviarie, viene immagazzinato in serbatoi muniti di pompa e sottoposto a tre cicli lavorativi: distillazione, raffinazione, lavorazione speciale. Lo stabilimento è strutturato in settori: un reparto bottai, un laboratorio artieri, un laboratorio chimico, diverse officine manutenzione e un impianto anti-incendio. La produzione è destinata sia al mercato estero che al mercato interno, garantendo in pochi anni il 30% dell'intero fabbisogno nazionale.
Nel settembre 1938 Benito Mussolini visita lo stabilimento, che allora conta 165 impiegati e 600 operai, e inaugura il nuovo villaggio operaio con la denominazione Aquilinia. L’insediamento, che in origine prevede 18 casette con 54 alloggi, nel 1951 viene dotato di un asilo. Nel 1959 giunge ad ospitare 122 famiglie di dipendenti.
Durante la guerra gran parte delle strutture produttive viene ripetutamente danneggiata. Il bombardamento del 10 giugno 1944 causa tre morti e un incendio devastante: non solo più della metà dei 130 serbatoi sono gravemente compromessi, ma vengono anche rasi al suolo il laboratorio di ricerca, le officine meccaniche, l'impianto lubrificante, la centrale termoelettrica.
Alla fine del secondo conflitto mondiale inizia la ricostruzione delle strutture industriali. Il costo di ripristino degli impianti, che viene stimato intorno ai 2,5 miliardi di lire, è finanziato in parte attraverso i fondi dell'Economic Cooperation Act (Eca) e in parte sostenuto dal Comitato Italiano Petroli (Cip).
Nel maggio 1947 i livelli produttivi tornano quasi ai valori prebellici. Nel 1949 la S.p.A. Tecnico Industriale Aquila ingloba diverse società del nord e centro Italia. Allarga anche la propria maglia al sud tramite la creazione del Deposito costiero di Barletta e vari punti vendita in Puglia, Basilicata, Sicilia e Campania. Quattro impianti per lubrificanti e una centrale termoelettrica, finanziati dal Piano Marshall, completano le strutture produttive del gruppo e mettono l'Aquila in condizione di utilizzare il greggio del Medio Oriente per portare la propria capacità di lavorazione a 600.000 tonnellate annue. Tra 1947 e 1949 la quantità di greggio lavorato supera il milione di tonnellate, ma il decennio successivo si chiude con un bilancio cinque volte e mezzo superiore. L’azienda crea una propria gamma di lubrificanti, con nomi differenti a seconda dell'uso: Aquiloil per autoveicoli, Aquilube per industria, Aquilcar per agricoltura e Aquilube Gabbiano per marina. Insieme ai lubrificanti la raffineria produce bitumi, estratti aromatici, petrolati, paraffine, pece di petrolio e zolfo.
Nel 1951 viene progettato un nuovo laboratorio dove lavorano 70 tecnici specializzati, mentre è del 1972 l'ultimo ampliamento degli impianti di produzione. La capacità produttiva, che nel 1954 colloca lo stabilimento triestino al secondo posto in Italia, aumenta nonostante il progressivo calo dei dipendenti che, dalla quota di 777 raggiunta nel 1960, scendono a 720 nel 1965, 680 nel 1967, 577 nel 1970, 532 nel 1976 e 500 nel 1978.
Nel 1953 la raffineria vede una partecipazione al 50% della Compagnie Française des Pétroles, che dieci anni dopo, divenuta azionista di maggioranza in seguito al disimpegno della Fiat, introduce il marchio Total nella rete di distribuzione Aquila, estesasi dall'Europa all'Africa e al Medio Oriente. La quantità del lavorato si aggira nel 1965 intorno a 1.700.000 tonnellate, ma sette anni dopo la potenzialità lavorativa annua è quasi quintuplicata.
L’andamento positivo della azienda conosce una doppia battuta d’arresto per i due shock petroliferi causati dalla guerra del Kippur nel 1973 e, nel 1980, dal conflitto Iran-Iraq. La conseguente crisi della raffineria Aquila si rivela irreversibile, portandola infine alla chiusura nel 1985.
Nel settembre 1987 le attività di Total in Italia sono conferite al gruppo MonteShell, che decide di riconvertire l'ex raffineria, investendo in tre iniziative: un deposito costiero per oli minerali (Si.Lo.Ne., Sistema Logistico Nord-Est); un impianto bitumi; un terminale per la ricezione via mare di gpl da distribuire in nord Italia. Mentre i primi due progetti sono portati a termine, il terzo non si realizza.

Album Fotografico


Soggetto produttore

Denominazione
Società Anonima Tecnico Industriale Aquila
Data di esistenza
1934-2008

Complesso archivistico

Estremi cronologici
1934 - 2008
Consistenza
655 bb., 54 cataloghi; 74569 disegni tecnici, 10 album fotografici; 10 faldoni/raccoglitori fotografici; 15 album di provini fotografici; 2 scatole foto sfuse/negativi/matrici.
Descrizione dell’archivio
Archivio aziendale, che conserva documentazione amministrativa e tecnica. La documentazione è in corso di riordinamento, pertanto di non completa valutazione, offre tuttavia un quadro consistente della storia dell’azienda. Al suo interno si conservano solo alcune delle serie archivistiche normalmente presenti negli archivi d’impresa. Apparentemente mancano le scritture societarie, la documentazione amministrativa e contabile (compresa quella patrimoniale), mentre è presente solo in parte l’attività aziendale o archivio di prodotto. Le serie individuabili sono: Corrispondenza; Cartolari; Fascicoli del personale; Licenziamenti, assunzioni ed esoneri; Libri matricola; Circolari interne; Documentazione tecnica di prodotto; Normative; Brevetti; Contratti; Filiali; Cataloghi tecnici; Analisi di prodotto; Rapporti di lavorazione prodotti vari; Disposizioni doganali; Spedizioni; Dati di costo reparti; Budget; Registri entrate-uscite prodotti; Verbali di collaudo; Impianti; Disegni tecnici; Fotografie.
Ordinamento e strumenti di ricerca
Archivio in corso di riordinamento. È presente un elenco di versamento dettagliato e attendibile, con alcune parziali lacune.
Dichiarazione di notevole interesse storico
Archivio dichiarato di interesse culturale nel 2003.

Soggetto conservatore

Denominazione
Deposito presso l’Archivio di Stato di Trieste.
Luogo di conservazione
Responsabile giuridico dell’archivio
Archivio di Stato di Trieste.