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Archivio Raibl - Società Mineraria del Predil


Storia dell’ente
Il sito minerario di Raibl, già attivo in età medioevale e moderna, attirò l’attenzione degli Asburgo alla fine del secolo XVIII. All’epoca era sfruttato da quattro distinti proprietari e il governo viennese riuscì ad assumere la proprietà di tre delle quattro quote di miniera. L’attività estrattiva dei minerali di piombo e zinco si caratterizzò così, lungo l’intero Ottocento e nel primo decennio del Novecento, per la coesistenza su un medesimo territorio ristretto di due realtà economiche diverse e separate, ma fisicamente intrecciate: la miniera statale (Raibl I) e le miniere private (Raibl II e Raibl III).
Allorché nel primo dopoguerra il comprensorio tarvisiano passò al Regno d’Italia le miniere di Cave del Predil entrarono a far parte del sistema economico italiano.
Nel 1923 le due entità produttive preesistenti, quella statale e quella privata, vennero comprese in un’unica concessione, che fu affidata per un trentennio alla Società Anonima Miniere Cave del Predil (Raibl). Presidente della società concessionaria era l’ingegnere Bernardino Nogara, un tecnico minerario ben inserito nel mondo della politica e dell’economia.
Figura della diplomazia sabauda, Bernardino Nogara aveva partecipato ai negoziati di pace nell’immediato primo dopoguerra. Vantava inoltre importanti legami negli ambienti vaticani – fratello di Giuseppe, vescovo di Udine dal 1928, e di Bartolomeo, direttore dei Musei vaticani dal 1920 –, i quali dal 1929 gli permisero di ricoprire anche la carica di delegato del papa per l’Amministrazione speciale dei beni della Santa Sede – ente dal quale si sviluppò lo Ior (Istituto per le opere di religione) –.
Sotto la gestione della Società Anonima Miniere Cave del Predil (Raibl) il sito minerario venne sottoposto a nuove indagini geologiche e sfruttato più intensamente. Alla fine degli anni Venti la miniera, alimentata da centrali idroelettriche, contava circa un migliaio di occupati e forniva alla produzione nazionale circa il 20% di zinco e il 5% di piombo. La crisi mondiale del 1929 ebbe pesanti ripercussioni anche sull’attività mineraria del Tarvisiano: tra il 1931 e il 1933 a Cave del Predil la produzione venne sospesa e rimasero occupati attivamente solo cinquantadue minatori per la manutenzione del sito.
La politica autarchica del governo fascista – e al suo interno la centralità dell’industria pesante – portò alla riapertura della miniera. Nel 1933 una nuova concessione trentennale affidò il sito alla Raibl Società mineraria del Predil S.p.A. – partecipata da Bernardino Nogara e sviluppatasi dalla precedente società concessionaria –. La direzione venne affidata a Giovanni Nogara, nipote di Bernardino. Con la guerra la miniera venne dichiarata azienda strategica a fini bellici.
La ripresa delle attività estrattive nell’immediato secondo dopoguerra vide il pieno recupero della produttività, ottenuto attraverso un potenziamento degli impianti, delle attrezzature tecniche e della capacità energetica delle centrali idroelettriche. Oltre al mercato nazionale, nonostante la contrapposizione determinata dalla guerra fredda, un importante spazio di smercio per il minerale furono i paesi dell’Est e in special modo la Polonia. Nel 1948 la miniera impiegava circa 1100 addetti.
Nel 1956 la Società mineraria e metallurgica di Pertusola – multinazionale franco-genovese legata alla Société minière et métallurgique de Peñarroya – subentrò alla Raibl Società mineraria del Predil S.p.A. dopo averne preso il controllo. La nuova gestione della miniera procedette ad un riassetto complessivo delle attività e dell’organizzazione produttiva che generò relazioni industriali caratterizzate da elevata conflittualità con i lavoratori. L’aumento della produttività venne raggiunto e sostenuto soprattutto attraverso il riordino delle mansioni, l’introduzione del cottimo e la diminuzione del personale – dai 950 addetti del 1956 si passò ai 585 addetti del 1962 –.
Alla scadenza della concessione, nel 1963 il nuovo ente gestore venne individuato nella Ammi S.p.A. (Azienda mineraria metallurgica italiana), società pubblica afferente al gruppo Egam (Ente autonomo di gestione per le aziende minerarie e metallurgiche). Dopo il passaggio di proprietà del sito minerario dallo Stato alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Amministrazione regionale confermò la concessione per lo sfruttamento della miniera alla Ammi S.p.A. dal primo gennaio 1968 sino al 31 dicembre 1987. Le miniere di Cave del Predil si ritrovarono inserite in una struttura aziendale ampia il cui centro, in conseguenza della politica mineraria nazionale, andava sempre più localizzandosi in Sardegna.
La crisi dell’Egam – ente costituito nel 1958 per riunire le miniere di Stato che venne assorbito dall’Eni (Ente nazionale idrocarburi) nel 1977 – e l’indebitamento della sua controllata Ammi S.p.A. portarono ad un intervento di riorganizzazione societaria: i 450 posti di lavoro di Cave del Predil – erano 650 nel 1966 e 573 nel 1969 – vennero conservati dalla Samim S.p.A (Società azionaria minero metallurgica) del gruppo Eni. Il piano industriale si dimostrò inadeguato ed antieconomico per l’impossibilità di utilizzo nella miniera di Raibl delle tecniche di coltivazione in uso nei giacimenti sardi, per i costi aggiuntivi necessari all’adeguamento dei sistemi di sfruttamento e per quelli derivanti dal trasporto del minerale estratto agli impianti di seconda lavorazione di Crotone. Nel 1983 la Samim S.p.A decise il blocco del turnover e tre anni più tardi entrò definitivamente in crisi.
La nuova concessionaria, del gruppo Eni, fu la Sim S.p.A. (Società italiana miniere) che chiuse la miniera il 30 giugno 1991.

Album Fotografico


Soggetto produttore

Denominazione
Raibl-Società Mineraria del Predil
Altre denominazioni
Società Anonima Miniere Cave di Predil
Data di esistenza
1923 - 1991

Complesso archivistico

Estremi cronologici
1813 - 1989
Consistenza
1703 bb e registri; disegni tecnici al momento non quantificati.
Descrizione dell’archivio
Archivio d’impresa, conserva documentazione amministrativa e tecnica. Numerose le Serie archivistiche individuate, con diverse sottoserie, indicate tra parentesi: Regolamenti-ordini di servizio; Direzione (Sottoserie: Congressi; Programmi di lavori; Calcolo delle riserve e cubatura giacimento miniera; Rapporti tecnici; Ufficio cottimi; Piani quinquennali; Relazioni e progetti di massima (sottosuolo); Pozzo Clara; Colpi di tensione; Lavori sotterraneo; Visite alla miniera di Raibl; Visite ad altre miniere; Scuole; Assistenza sociale; Ricerche; Salari manodopera; Produzioni preventivi-consuntivi; Coltivazione ossidati; Laveria; Trattamento ossidati; Analisi chimiche; Sindacati; Vario; Cubaggi; Rapporti con la Regione; Barite di Coccau, note tecniche; Immobiliare); Pubblicazioni; Corrispondenza; Copialettere (Sottoserie: Generale; Pagamenti estero); Richiesta materiali e macchinari; Lavori disegni (Sottoserie: Frantoi; Progetti lavori architetti); Statistiche e relazioni seriali; Avanzamento fornelli: Riassunti, Verbali, Rapporti mensili; Registri (Sottoserie: Registri infortuni); Assistenza ed infortuni; Ripiene; Teleferiche; Prezzi di costo-ripartizione dei conti; Acquisti materiali; Commercio; Ufficio studi; Relazioni e rapporti; Manutenzione fabbricati e fornitura macchinari; Pubblicazioni; Cataloghi; Progetti, macchinari e planimetrie; Fornitura materiali (Sottoserie: Materiali); Vario; Camera di commercio; Gestione immobili.
Ordinamento e strumenti di ricerca
Archivio in corso di riordinamento. E’ presente un inventario provvisorio.

Soggetto conservatore

Denominazione
Deposito presso l’Archivio di Stato di Trieste.
Luogo di conservazione

•    indirizzo: Archivio di Stato, via La Marmora 17, 34137 Trieste
•    telefono: +39 0400647921 - e-mail: as-ts@beniculturali.it 
•    indirizzo web: https://www.archiviodistatotrieste.it

Responsabile giuridico dell’archivio
Archivio di Stato di Trieste